Into the storm
martedì 16 aprile 2013
Elogio della follia
"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe
cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più
passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto,
insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto
con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più
fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
La vita umana non è altro che un gioco della Follia."
domenica 7 aprile 2013
Chiffon cake
6 uova
3 albumi
285 gr di farina 00
200 gr di zucchero
285 gr di farina 00
200 gr di zucchero
200 ml di acqua
135 ml di olio di semi di mais
una bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
8 gr di cremon tartaro
un pizzico di sale
8 gr di cremon tartaro
Procedimento:
Separate gli albumi dai tuorli.
In una ciotola montare a neve fermissima i 9 albumi con il cremon tartaro.
In una ciotola montare a neve fermissima i 9 albumi con il cremon tartaro.
Con le fruste sbattere in una ciotola capiente, zucchero e uova fino arenderle spumose, aggiungere olio, acqua, lievito e farima setacciati.
Unire infine gli albumi montati a neve, delicatamente mescolando dal basso verso l'alto
sabato 12 gennaio 2013
Andare
"Ma alla fine cosa rimane? Solo il banale
orrore di due persone che si trovano per caso, si piacciono, si amano…
magari pensano perfino che l’amore sia qualcosa di eterno… finché una
delle due abbandona l’altra… e scompare… così come scompaiono mille e
mille estranei che nella vita incontriamo per un attimo e non vedremo
mai più."
•Dylan Dog
mercoledì 12 dicembre 2012
Canto di Natale Charles Dickens
- E che perciò? che male c'è se son divenuto più accorto? Verso di voi non son mica mutato. -
Ella crollò il capo.
- Son forse mutato?
- È antica la nostra promessa. Ce la scambiammo quando tutti e due eravamo contenti della povertà nostra, aspettando prima o dopo una sorte migliore dal nostro stesso lavoro. Voi sì che siete mutato. Eravate allora un altro uomo.
- Ero un ragazzo - ribatté egli
Ella crollò il capo.
- Son forse mutato?
- È antica la nostra promessa. Ce la scambiammo quando tutti e due eravamo contenti della povertà nostra, aspettando prima o dopo una sorte migliore dal nostro stesso lavoro. Voi sì che siete mutato. Eravate allora un altro uomo.
- Ero un ragazzo - ribatté egli
con impazienza.
- Ah no! - rispose la fanciulla - la coscienza vi fa sentire che non eravate quel che siete adesso. Io sì. Quel che ci prometteva la felicità quando avevamo un sol cuore, oggi che ne abbiamo due è fonte di dolori. Non dirò quante volte e con che pena ho pensato a questo. Vi basti che io ci abbia pensato e che possa ora rendervi la vostra parola.
- L'ho mai forse ridomandata?
- A parole, no, mai.
- E in che modo dunque?
- Mutando in tutto, nel carattere, nelle abitudini, nelle aspirazioni, in ogni cosa che vi faceva apprezzare il mio affetto per voi. Se nulla ci fosse stato tra noi - soggiunse la ragazza dolcemente ma con fermezza - ditemi, lo cerchereste ora quell'affetto? Ah, no! -
Mal suo grado, egli parve arrendersi alla giustezza di quella ipotesi. Disse nondimeno, facendosi forza:
- Voi non lo pensate.
- Così potessi pensare altrimenti - ribatté ella - e lo sa il cielo se lo vorrei!
Canto di Natale Charles Dickens
- Ah no! - rispose la fanciulla - la coscienza vi fa sentire che non eravate quel che siete adesso. Io sì. Quel che ci prometteva la felicità quando avevamo un sol cuore, oggi che ne abbiamo due è fonte di dolori. Non dirò quante volte e con che pena ho pensato a questo. Vi basti che io ci abbia pensato e che possa ora rendervi la vostra parola.
- L'ho mai forse ridomandata?
- A parole, no, mai.
- E in che modo dunque?
- Mutando in tutto, nel carattere, nelle abitudini, nelle aspirazioni, in ogni cosa che vi faceva apprezzare il mio affetto per voi. Se nulla ci fosse stato tra noi - soggiunse la ragazza dolcemente ma con fermezza - ditemi, lo cerchereste ora quell'affetto? Ah, no! -
Mal suo grado, egli parve arrendersi alla giustezza di quella ipotesi. Disse nondimeno, facendosi forza:
- Voi non lo pensate.
- Così potessi pensare altrimenti - ribatté ella - e lo sa il cielo se lo vorrei!
Canto di Natale Charles Dickens
Il natale fai da te con il riciclo
Ecco come fare addobbi natalizi riclando e divertendosi
Effetto Paradosso
Le nostre interviste a cura di Mariapia Carruozzi |
Una
favola pugliese di Carlo Fenizi con l'esibizione dei TerrAnima
Sabato
8 dicembre, presso il cineteatro Palladino, la prima sangiovannese di Effetto
Paradosso, secondo film del giovane regista foggiano Carlo Fenizi.
E'
la storia di Demetra, una donna molto rigida e dedita solo al lavoro.
Proprio
per lavoro dovrà recarsi in un paesino pugliese. Qui la sua vita cambierà,
entrando in una dimensione strana, dove il mistero e la magia si mescolano agli
abitanti di questo paese, alternativi, strani, colorati, vivi! Una micro-nazione
i cui personaggi principali sono donne.
A
dare il volto a Demetra è Julieta Marocco, attrice brasiliana, attiva in
Spagna, Francia e Italia. Ha lavorato in teatro, televisione e cinema. Ha vinto
in Spagna il premio come miglior attrice non protagonista per il fortunato
adattamento della commedia goldoniana Xafarderies (I pettegolezzi delle donne).
Altro
personaggio chiave del film é Alice, inetrpretata da Cloris Brosca la
famosa zingara di Luna Park. Bravissima attrice di teatro, ha lavorato con Gigi
Proietti, Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo.
Unico
interprete maschile è Konrad Iarussi.
Ogni
particolare del film è studiato per conivolgere il pubblico, per far sentire
sulla pelle tutte le emozioni dei personaggi. Colori, scenografie, abiti, grigi
e cupi per descrivere la vita di Demetra, vivaci e forti per il microcosmo che
rappresenta il paesino; nulla è stato lasciato al caso.
La
colonna sonora ha una firma importante, quella dei TerrAnima, band
etnofolk garganica, al decimo anno di carriera.
I
brani, composti dal leader del gruppo, Gianpio Notarangelo, sono nati al
pianoforte, ispirati dal modo di essere dei personaggi.
Fenizi
ha voluto i TerrAnima anche come attori nel film, tra l'altro ha curato la
regia del videoclip Balla Taranta, singolo tratto dall'ultimo cd della
band, Sud Revolution.
Il
regista Carlo Fenizi, parte del cast di Effetto Paradosso e la
band TerrAnima, vi aspettano sabato 8 dicembre alle ore 20,00 presso il
cineteatro Palladino!
lunedì 22 ottobre 2012
Perchè a noi Biagio, ci Biagio assai!!!
L'ho
promesso a me stessa, lo regalo a me stessa: un concerto, magari due,
magari tre (se i soldini ci sono, sennò rinuncio tranquillamente)
all'anno.
Quest'anno addirittura quattro!!!! Ma due erano gratis :-P
Lui, il Boss, il mio sogno da sempre: Bruce Springsteen.
Quattro ore e mezza di musica vera!
(purtroppo dagli spalti, eh già, per lui l'ho fatto, ma ho dovuto seguire la compagnia)
Il giorno del mio compleanno, regalo di mio fratello, voglia di andare via e non tollerare un minuto di più domenica, compleanno e luogo insopportabili ad ascoltare l'unica persona al mondo capace di ridarmi voglia di vivere: Caparezza.
L'ho incontrato di persona, dopo un esperienza tragica con un altro musicista, ed ero molto impaurita, gli artisti sono strani, Michele no.
Umile, discreto, che non la smetteva di dirmi "grazie", solo perchè lo ascoltavo!
E poi geniale!!!!
La mia famiglia: i TerrAnima.
Sono entrati nel mio cuore nel lasso di tempo di una nota di violino. A loro ho aperto cuore e casa. Ho guadagnato degli amici incredibili, un miracolo.
Durante i concerto salto, urlo, strepito, ma con i Terranima ad un certo punto le lacrime escono da sole, posso essere sottopalco mille volte e mille volte avrò la stessa reazione. E sono lacrime dolcissime.
Ci siamo solo io e loro.
Basta.
Ieri, l'ultimo concerto, corrompendo, ma neanche tanto, mia cugina, verso un uomo bellissimo e meravigliosa recente scoperta: Biagio Antonacci.
Che spettacolo!!!!
Voce e cuore. Nessun effetto speciale e "tutti liberi!"
E il pavimento che trema per l'energia pulita, il sudore che cola, il cuore impazzito, urlare libera1
E poi stanca, distrutta, appagata, afona, sorda e felice!
Difficilmente, ipercritica come sono verso me stessa, mi concedo qualcosa, ma dopo aver assaporato l'energia pulita e sfiancante del primo, ho capito che è l'unico regalo che veramente mi rigenera e mi libera da tutto ciò che è negativo.
Un concerto è energia pulita.
E allora me lo merito, forse perchè non sono sbagliata come mi ci fanno sentire.
Perchè ho forza e coraggio da vendere.
E quindi via a prenotare in tempo biglietti e viaggio (perchè so che se temporeggio troverò mille scuse per negarmelo) e poi si aspetta.
E non immagino nulla, non controllo il meteo, le strade, la location, l'unica cosa che so è che i posti sono da parterre, il prato.
Un concerto si vive sottopalco, arrivando ad orari assurdi ai cancelli, la corsa alle transenne, sedersi e aspettare i gruppi di supporto o che si spengano le luci.
E in quell'attesa che immagino...faccio vagare lo sguardo sulle platee e cerco d'immaginare quali squadre si siano incontrate in quello stadio, i goal, le espulsioni, le gioie e i dolori.
E poi l'energia che sprigiona la gente seduta sul prato con te è indescrivibile, è libertà allo stato puro.
Non mi piace assistere ad un concerto dagli spalti, è come guardarlo in TV, preferisco rinunciarci che viverlo a metà.
Gli spalti sono per chi ha la vita comoda, per chi preferisce vivere per inerzia, contenti loro, io non sono così.
Quest'anno addirittura quattro!!!! Ma due erano gratis :-P
Lui, il Boss, il mio sogno da sempre: Bruce Springsteen.
Quattro ore e mezza di musica vera!
(purtroppo dagli spalti, eh già, per lui l'ho fatto, ma ho dovuto seguire la compagnia)
Il giorno del mio compleanno, regalo di mio fratello, voglia di andare via e non tollerare un minuto di più domenica, compleanno e luogo insopportabili ad ascoltare l'unica persona al mondo capace di ridarmi voglia di vivere: Caparezza.
L'ho incontrato di persona, dopo un esperienza tragica con un altro musicista, ed ero molto impaurita, gli artisti sono strani, Michele no.
Umile, discreto, che non la smetteva di dirmi "grazie", solo perchè lo ascoltavo!
E poi geniale!!!!
La mia famiglia: i TerrAnima.
Sono entrati nel mio cuore nel lasso di tempo di una nota di violino. A loro ho aperto cuore e casa. Ho guadagnato degli amici incredibili, un miracolo.
Durante i concerto salto, urlo, strepito, ma con i Terranima ad un certo punto le lacrime escono da sole, posso essere sottopalco mille volte e mille volte avrò la stessa reazione. E sono lacrime dolcissime.
Ci siamo solo io e loro.
Basta.
Ieri, l'ultimo concerto, corrompendo, ma neanche tanto, mia cugina, verso un uomo bellissimo e meravigliosa recente scoperta: Biagio Antonacci.
Che spettacolo!!!!
Voce e cuore. Nessun effetto speciale e "tutti liberi!"
E il pavimento che trema per l'energia pulita, il sudore che cola, il cuore impazzito, urlare libera1
E poi stanca, distrutta, appagata, afona, sorda e felice!
Difficilmente, ipercritica come sono verso me stessa, mi concedo qualcosa, ma dopo aver assaporato l'energia pulita e sfiancante del primo, ho capito che è l'unico regalo che veramente mi rigenera e mi libera da tutto ciò che è negativo.
Un concerto è energia pulita.
E allora me lo merito, forse perchè non sono sbagliata come mi ci fanno sentire.
Perchè ho forza e coraggio da vendere.
E quindi via a prenotare in tempo biglietti e viaggio (perchè so che se temporeggio troverò mille scuse per negarmelo) e poi si aspetta.
E non immagino nulla, non controllo il meteo, le strade, la location, l'unica cosa che so è che i posti sono da parterre, il prato.
Un concerto si vive sottopalco, arrivando ad orari assurdi ai cancelli, la corsa alle transenne, sedersi e aspettare i gruppi di supporto o che si spengano le luci.
E in quell'attesa che immagino...faccio vagare lo sguardo sulle platee e cerco d'immaginare quali squadre si siano incontrate in quello stadio, i goal, le espulsioni, le gioie e i dolori.
E poi l'energia che sprigiona la gente seduta sul prato con te è indescrivibile, è libertà allo stato puro.
Non mi piace assistere ad un concerto dagli spalti, è come guardarlo in TV, preferisco rinunciarci che viverlo a metà.
Gli spalti sono per chi ha la vita comoda, per chi preferisce vivere per inerzia, contenti loro, io non sono così.

























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